Legale > Archivio News martedì 19 febbraio 2019

Termini di pagamento

Modifica a favore delle PMI

E’ legge una norma in favore delle PMI relativa ai tempi di pagamento. Le nuove regole fortemente volute da CONFAPI.


In tema di tempi di pagamento è stata introdotta nella legislazione italiana una importante novità in favore delle PMI che dovrebbe ridurre molto i ritardi nei pagamenti fra privati.

Si tratta di una clausola fortemente voluta da Confapi e sulla quale la Confederazione ha svolto una  intensa battaglia “proprio al fine di ridurre i tempi di pagamento nelle transazioni tra privati che, in barba alla direttiva europea sul tema, arrivano fino a 150-180 giorni, minando la competitività delle nostre Pmi” secondo quanto  dichiarato in una nota dalla Confederazione.

Con L. 11 febbraio 2019, n. 12 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.36 del 12-2-2019 è stato infatti convertito, con modificazioni, il  decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, recante disposizioni  urgenti  in  materia  di sostegno  e  semplificazione  per  le  imprese  e  per  la  pubblica amministrazione (Decreto Semplificazioni)

Con questa legge di conversione è stato recepita all’art. 1-terdecies una modifica di sostanziale importanza per le PMI relativamente all'articolo 7 del  decreto  legislativo  9  ottobre 2002, n. 231.

Infatti  dopo il comma 4 del predetto articolo è inserito il seguente:
"4-bis. Nelle transazioni commerciali in cui il creditore sia una PMI, come definita ai sensi del decreto del Ministro delle  attività produttive 18 aprile 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 238 del 12 ottobre 2005, si presume che sia gravemente iniqua la clausola che prevede termini di pagamento  superiori  a  sessanta  giorni.  Il presente comma non si applica quando tutte le  parti  del  contratto sono PMI".

Le PMI italiane subiscono un grave squilibrio finanziario poiché i tempi di medi di pagamento (sia tra privati sia verso lo Stato) arrivano a 180 giorni. La direttiva europea 2011/7/UE (Lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali) stabilisce i tempi (60 e 30 giorni) entro i quali le fatture devono essere regolate e prevede sanzioni pecuniarie nel caso non vengano rispettati. La realtà è che l’applicazione concreta di questa direttiva è del tutto disattesa e le Pmi, parte contrattuale debole verso la grande industria, subiscono costantemente termini contrattuali di pagamenti che le costringono a fungere “da banca” ai loro clienti.

Secondo un recente studio di Confapi, abbassando i tempi di riscossione del ciclo credito/debito a 60 giorni l'indebitamento finanziario netto diminuisce del 55,4%, col risultato di maggiore liquidità, più investimenti e maggiore competitività delle imprese.


Il Servizio Legale di API Torino è a disposizione per approfondimenti al numero 011 4513.240, legale@apito.it










  
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